Tra pelle e anima: appunti cortesi #6

Non ho timore di sembrarvi buffa.

Lo sarei se mi fermassi davanti alle difficoltà.

Il mood è: ogni ostacolo è un’opportunità.

Non è cinismo ma filosofia della sopravvivenza.

Sono un'attrice. Lo sono stata.

In noi teatranti c’è la forza di un'anima che non si squaglia per le avversità: non è liquida finzione è verità.

Impariamo a piegare il nostro corpo alle sembianze di un personaggio, ci lasciamo condurre da una maschera, cediamo la nostra fisicità al rigore, alla disciplina, alla paura, alle emozioni, alle esperienze estranee al nostro vissuto. Cadiamo, mille volte cadiamo e ci rialziamo, e lo facciamo con Arte: la nostra.

Il mondo ci distorce a suo piacimento e scopriamo di non essere uno (come vorremmo), ma centomila riflessi delle prospettive e aspettative degli altri e dunque non siamo nessuno. In questa lettura del nostro “essere” occorre progredire verso un’accurata difesa dell’Io.

Noi siamo funamboli fieri delle nostre paure, siamo i saltimbanchi delle nostre anime, siamo spacciatori di emozioni. Non contempliamo giudizi e riconosciamo l’assioma di un’unica e sola verità possibile, plausibile.

Affidiamo a voi, alla vostra sensibilità, la nudità della nostra anima, ma non vi concediamo di rubarcela.

Sono un’attrice. Lo sono stata. Non si finisce mai di esserlo.

Il marchio del Teatro è un indizio sottopelle.

Sono nata di venerdì, dominata dalla luna, romantica sognatrice, affascinata dalla Bellezza, da ogni richiamo di armonia, equilibrio, quiete, trasparenza, condivisione di intenti, stile, eleganza: di pensiero, di un volto, di una forma, di un colore, di un gesto, di un silenzio.

Di una parola, anche quella taciuta, se può squarciare con la sua onestà il velo delle convenzioni.

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