I martedì in Atelier: appunti di scrittura creativa #5

Aggiornato il: set 29

Nel precedente articolo ti ho spiegato come si costruisce un incipit con un esempio pratico di incipit tratto da un libro pubblicato da Elliot (direttore editoriale Loretta Santini).


Oggi, sollecitata da una domanda postami da un allievo, del corso individuale di scrittura creativa, cambio argomento e mi allontano dalla teoria sulla struttura per svelarti un segreto sull'approccio professionale che devi avere verso il tuo testo.


La domanda che mi è stata posta è questa: "Cosa fa, davvero, la differenza in un testo?".


Che sia stato generato da un flusso di coscienza, sgorgato puro dalla tua anima, dalla tua pancia e che tu lo abbia "partorito", per come si dice di un figlio, o lo abbia studiato a tavolino con il tuo team, ciò che conta è la "verità" del tuo testo ("Cosa arriva del tuo testo?").

Ama il tuo testo ma non innamorartene

Una delle colonne del tuo testo è la logica.

Tutto nel testo deve corrispondere a un "Perché": come sul palcoscenico, così tra le pagine della tua opera. Ciò significa che tutto deve avere una sua "verità" scenica, un'inattaccabile credibilità narrativa. Non devono essere rilevate incongruenze.

Qualsiasi testo, fosse anche surreale, futuristico, ambientato nell'ultra-oltre deve reggere/sostenere la verità che lo anima.

Faccio un esempio molto semplice: se il tuo testo è collocato nel futuro devi andare, per fantasia e immaginazione ben oltre l'utilizzo di un drone, di un cosificatore o un deificatore a puntatore laser.

Se scrivi all'inizio del tuo testo: "Anno 3654" devi avere una smisurata fantasia per rendere credibile la tua narrazione. Non basta indicare un anno nel futuro per trasportare il lettore in quella realtà. Il lettore non va tradito. Se un lettore ritrova nel 3654 usi e costumi datati e non soddisfi la sua curiosità, si domanderà il "Perché" di quella scelta. Hai deciso che nel futuro si tornerà indietro? La tua scelta andrà bene anche al tuo lettore se gli dimostri "come e perché". Ma se ti accorgi che la tua scelta è puramente estetica e non la sai reggere, nei fatti, la logica ti suggerisce di cambiare qualche cosa. Ama dunque il tuo testo ma non innamorarti mai delle tue scelte, abbi il coraggio e la lucidità di capire cosa non funziona: ricordati che dietro le scelte "estetiche" si nascondono insidie. Tutto deve essere strutturale. E torno sempre volentieri a usare l'aggettivo "strutturale".

Ogni scelta deve essere finalizzata a reggere l'impianto narrativo.

Ogni indicazione che dai al lettore deve essere motivata.

Costruisci il tuo testo con la logica di un architetto, poi lo sistemerai con la logica di un interior design, dandogli ancor più stile e personalità. Non riempirlo di orpelli, per intenderci, ma cura nei dettagli l'essenziale. L'editor professionista è come un interior design, ti aiuta ad avere la visione completa e definitiva affiancandoti in un lavoro di studio, di ricerca e di perfezionamento.




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Come un restauratore

Mi hai restituito il mio testo: è come se tu avessi tolto l’intonaco e, con la cura di un restauratore, avessi recuperato un affresco che era andato perso durante precedenti e tentativi, dozzinali, di restyling editoriale.

Daniele S.

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