I martedì di Atelier: appunti di scrittura creativa #7

Aggiornato il: set 23

Nel precedente articolo ti ho dato dei consigli sulla lettura del tuo testo.

Oggi ti voglio parlare della verità del dialogo.

Il dialogo è una delle parti più difficili del romanzo. Come si costruisce? In Teatro si dice che ogni battuta è retta da un'intenzione.

Posso dire "Ciao" in mille modi diversi, a seconda del pensiero che lo sostiene.

Perché dico quel "Ciao"?

Ho appena incontrato un amico, sono sorpresa di trovare una persona nello stesso posto in cui mi trovo io, sto terminando una telefonata allegra, una telefonata triste, sto salutando un amico che vedrò più tardi o uno che spero di non incontrare mai più? È un "Ciao" di sorpresa? Laconico? Felice? Un "Ciao" di apertura o un "Ciao" di chiusura?

Ogni battuta dell'attore deve avere la sua verità. Voce e corpo dovranno reggerla.

Anche nella scrittura creatura le battute sono fondamentali per la natura stessa dei personaggi. Una battuta scritta male può compromettere la verità del personaggio, fino a farlo sembrare debole, malamente costruito. Se di un personaggio hai ben chiare la situazione in cui si trova e le dinamiche psicologiche tra lui e il suo interlocutore troverai le sue parole (le sue non le tue!) e saprai come farlo esprimere. I dialoghi però non si scrivono di getto, devi metterti in ascolto dei tuoi personaggi.

Il dialogo perfetto è quello "naturalmente architettato", ossia: quello che fluisce libero dalla natura di ciò che tu hai architettato (nella storia, per la storia). Nella costruzione dei dialoghi non sottovalutare questi punti:


  • l'intenzione (vedi es. "Ciao")

  • il carattere del personaggio

  • l'ambiente

  • le relazioni

  • l'empatia (che il personaggio suscita nel lettore)

Per curiosità: prova a trascrivere fedelmente le conversazioni di persone (a te estranee) sedute al tavolo di un bar, o in una sala d'aspetto; quando le rileggerai è probabile che ti risuoneranno prive di interesse, scontate.

Perché?

Perché sei al di fuori della loro realtà e percepisci quelle persone esattamente per come sono: estranee a te. In quel caso, sei solo un ascoltatore privo di magia.

Ma quando, per qualche motivo, il velo dell'estraneità si rompe (riconosci ad esempio una delle persone) ecco che quelle conversazioni assumono un altro colore, diventano vive e interessanti anche per te.

Il lettore è un ascoltatore (rapito nella sospensione dell'incredulità) e tu scrittore devi essere abile nel metterlo seduto a quel tavolo insieme ai tuoi personaggi e proiettarlo nella loro dimensione emotiva e passionale. Ecco perché un dialogo costruito male rischia di rovinare tutto il tuo lavoro e di stancare il lettore.

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Come un restauratore

Mi hai restituito il mio testo: è come se tu avessi tolto l’intonaco e, con la cura di un restauratore, avessi recuperato un affresco che era andato perso durante precedenti e tentativi, dozzinali, di restyling editoriale.

Daniele S.

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